Durante la montatura di utensili, oggetti o mobili, la domanda che spesso ci poniamo è “quanto posso stringere ancora?”. Avvitare bene dadi e bulloni significa evitare che questi si allentino o si rovinino. Ciò dipende dalla coppie di serraggio di bulloni, dadi o viti ovvero, dalla forza con cui li stringiamo. Più forza si usa, più le filettature si schiacciano e fanno presa una sull’altra.
Cosa sono le coppie di serraggio?
Durante la montatura di utensili, oggetti o mobili, la domanda che spesso ci poniamo è “quanto posso stringere ancora?”. Avvitare bene dadi e bulloni significa evitare che questi si allentino o si rovinino. Ciò dipende dalla coppie di serraggio di bulloni, dadi o viti ovvero, dalla forza con cui li stringiamo. Più forza si usa, più le filettature si schiacciano e fanno presa una sull’altra.
Come si misura la coppia di serraggio
Conoscere la misurazione di una coppia di serraggio di viti, bulloni o dadi, è importante per evitare che questi si rovinino. Quando avvitiamo un bullone con una chiave, la forza che viene generata è nota come braccio ed è pari alla lunghezza stessa della chiave. Secondo il sistema internazionale di misurazione, la coppia viene misurata in Newton – Metro (N.m), valore che convertito in Kg, equivale a 9,81 chilogrammi forza.
Quindi, ipotizzando di generare una forza di 10Kg su una barra lunga un metro, il valore della coppia di serraggio applicata al centro del bullone, sarà pari a 98,1 N.m.
Fare i calcoli ogni volta in cui ci si trova di fronte un montaggio, potrebbe risultare complicato. Per tale ragione, prima di mettersi all’opera, è utile avere sott’occhio la tabella relativa alla coppia di serraggio, uno schema che indica i valori corretti in base al materiale più usato in campo meccanico, viti con materiale classe 8.8 e 10.9 oltre che ovviamente a viti in acciaio inox.
Lo strumento che consente un lavoro più preciso e controllato, è la chiave dinamometrica per la coppia di serraggio, chiave presente nel mercato in diverse tipologie (la più frequente è quella a scatto) e che consente un meccanismo di controllo in grado di segnalare il raggiungimento del valore della coppia impostato. L’utilizzo di questo strumento si rivela essenziale per non danneggiare viti e bulloni perché, appunto, ci avverte con uno “scatto” quando è il momento di fermarsi. Quando la chiave dinamometrica è impostata, bisogna proseguire mediante una sequenza di serraggio:
Step 1: Serrare con una chiave lasciando che 2-3 filetti fuoriescano oltre il dado.
Step 2: Serrare ogni bullone con un terzo della coppia finale
Step 3: Aumentare il serraggio di ogni bullone fino a 2/3 della coppia finale richiesta
Step 4: Portare il serraggio fino alla coppia finale richiesta
Step 5: Controllare ogni bullone lavorando in senso orario.
Coppia di serraggio di bulloni e dadi
Ma allora, quanto bisogna stringere i bulloni? Giunti a questo punto è chiaro che, in fase di montaggio o avvitatura, attenersi alla coppia di serraggio è importante per evitare che bulloni e dadi si deformino, si rompano o si allentino in men che non si dica. Di seguito, riportiamo i valori indicativi da considerare in relazione al diametro della filettatura e coppia:
Coppia di serraggio per le viti
Mentre i bulloni sono progettati per essere utilizzati in fori già filettati e serrati poi con i dadi, le viti possono essere usati in fori già filettati ma sono anche in grado di perforare un materiale e, quindi, creare una filettatura interna. Quando una vite incontra un foro filettato, si genera un cosiddetto precarico della vite ovvero uno stiramento del suo tirante che viene sollecitato fino ad un max del 90% del limite di snervamento (quando il materiale modifica la sua struttura interna). Un altro meccanismo che è importante conoscere è quello degli accoppiamenti filettati: si tratta dell’attrito generato sotto la testa della vite e nella filettatura quando la prima viene serrata. Scegliere la giusta classe di una vite è quindi importante per sostenere la tensione.
La resistenza è in genere indicata sulla testa della vite dove è facile individuare 1 o 2 cifre.
Per calcolare la resistenza alla trazione si può moltiplicare il primo valore per 100 (esempio 8.8 = 8x100= 800 N/m. Diversamente, per calcolare il limite di snervamento, bisognerà moltiplicare le due cifre tra loro e per 10 (esempio (8.8= 8x8x10= 640 N/m).
Qualora i calcoli risultassero complicati, ecco di seguito la tabella con i valori di riferimento:
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