Chiudi x
X

Tasselli chimici: come si utilizzano

Tasselli chimici: come si utilizzano


I tasselli sono supporti progettati per consentire una maggiore aderenza della vite all’interno della parete. Si tratta quindi di un sistema di fissaggio a muro che ben si adatta ad ogni esigenza grazie ai diversi tipi di prodotti presenti nel mercato. 

Tra questi, una particolare tipologia, è rappresentata dai tasselli chimici, ovvero fissaggi chimici utilizzati insieme ad una particolare resina attraverso cui si lega il filetto metallico al muro. Ma come si usano i tasselli chimici? Quali sono i tipi di ancoranti chimici? Ed in cosa si distinguono dai tasselli meccanici?

A cosa servono i tasselli chimici e come si mettono?



Il tassello chimico, definito anche ancorante chimico, è un particolare tipo di elemento utilizzato in situazione in cui il supporto potrebbe rovinarsi a causa della pressione esercitata. Infatti, a differenza del classico tassello meccanico utilizzato per attrito o ad incastro, l’ancoraggio chimico viene fissato alla muratura attraverso speciali colle rigide. 

Attraverso l’applicazione della resina per tasselli, il muro dentro il quale la barra metallica è inserita, non si sbriciola o sgretola. La tecnica di ancoraggio chimica prevede che la resina venga iniettata nel foro prima dell’inserimento della barra così che, dopo l’indurimento della stessa, tutte le irregolarità siano coperte e la tenuta del foro sia più forte. 

La velocità di indurimento può variare da 3 minuti fino ad un max di 5/6 ore in base a:

  • Temperatura dell’ambiente;
  • Umidità o presenza di acqua nel foro.

Oltre alla modalità di applicazione, i tasselli chimici si differenziano da quelli meccanici anche per la profondità d’incasso che nei primi è illimitata. 

In linea generale, la scelta di usare un tassello chimico rispetto ad uno meccanico, dipende da:

  • Tipo di materiale su cui lavorare
  • Condizioni ambientali
  • Intensità del carico da sostenere.

Diversi tasselli a seconda dell’utilizzo



Le principali tipologie di tassello chimico sono a iniezione oppure contenuti in fiale. Dei tasselli chimici a iniezione, i più diffusi ed utilizzati sono le resine bi-componenti, presenti in 3 tipologie:

  • Tasselli chimici per forati e resine di poliestere, generalmente applicati sul calcestruzzo umido, per evitare l’insorgere del fenomeno di idrolisi alcalina che, nel lungo termine, potrebbe comprometterne la resistenza. Vengono infatti utilizzate principalmente per: la posa di serramenti, lavori di termoidraulica, carpenteria leggera e applicazioni su mattoni forati.

  • Tasselli chimici e resine in vinilestere, caratterizzati da una maggiore resistenza meccanica e all’idrolisi alcalina, sono l’articolo ideale per i fissaggi ad alta resistenza per opere nei settori: edile, delle costruzioni, carpenteria pesante e opere stradali.

  • Tasselli chimici e resine epossidiche, quest’ultima categoria di prodotti ha una resistenza maggiore delle due precedenti, per contro però necessitano di tempi fino a 10 volte maggiori per l’indurimento e fissaggio. Vengono infatti utilizzate per l’inghisaggio di ferri d’armatura e per il fissaggio in fori profondi.

Gli ancoranti chimici a iniezione, sono confezionati in cartucce rigide o morbide che contengono la resina di base e l’induritore. Al momento della messa in opera, resina e induritore vengono miscelati in proporzioni già fissate. 

I tasselli chimici in fiala, sono invece reperibili nel mercato in involucri di vetro o di materiale morbido. La fiala al suo interno contiene: la resina, un contenitore per l’indurente e le eventuali cariche inerti.

Quanto peso tiene un tassello chimico?



Chiedersi quale sia la portata di un tassello, significa quindi domandarsi circa la scelta giusta da compiere. Il peso da sopportare, insieme alla superficie su cui sarà applicato, è uno dei fattori da cui dipende la scelta da fare. 

In generale, maggiore è il diametro del tassello, maggiore sarà il peso che può essere sostenuto (per esempio, un tassello da 6 può sostenere fino a 14 kg mentre un tassello da 10 fino a 30kg).  
La valutazione dell’elemento giusto è legata anche al
materiale in cui inserirlo. Dal legno, al calcestruzzo fino a strutture in acciaio e ferro, il mercato è in grado di offrire diverse tipi e dimensioni di tasselli in base ad ogni esigenza.

Per ricevere ulteriori informazioni sui tasselli chimici, iscriviti alla nostra newsletter.
Puoi contattarci a
commerciale@univiti.it per richiedere un preventivo.

Nell'articolo sono citate queste categorie

Gli Ultimi articoli dal nostro blog

I 7 Principi della qualità della famiglia ISO

I 7 Principi della qualità della famiglia ISO

I sette principi della qualità rappresentano la base su cui si fondano i sistemi di gestione ISO e, in particolare, la norma ISO 9001. Comprenderli significa capire come le organizzazioni possono migliorare processi, decisioni e relazioni per garanti...

Continua a leggere ...
Direttiva Macchine 2006/42/CE: cosa prevede davvero e perché è ancora centrale per le imprese

Direttiva Macchine 2006/42/CE: cosa prevede davvero e perché è ancora centrale per le imprese

La Direttiva Macchine 2006/42/CE è uno dei pilastri della sicurezza industriale europea e definisce i requisiti essenziali che una macchina deve rispettare per essere immessa sul mercato dell’Unione. Non è un semplice adempimento formale, ma un siste...

Continua a leggere ...
Verso una nuova ISO 9001: la revisione del 2026

Verso una nuova ISO 9001: la revisione del 2026

La nuova revisione della ISO 9001 prevista per il 2026 introduce aggiornamenti mirati su leadership, gestione dei rischi, digitalizzazione e sostenibilità. Un’evoluzione attesa che rafforza il ruolo strategico della qualità nelle organizzazioni moder...

Continua a leggere ...
ISO 9001: che cos'è e perchè averla

ISO 9001: che cos'è e perchè averla

La certificazione ISO è un documento che attesta la conformità dei processi aziendali e dei sistemi di gestione a specifici standard descritti in norme tecniche. In particolare, serve a garantire che l'azienda operi secondo procedure che migliorano l...

Continua a leggere ...
DIN 933, 934 e 125: caratteristiche, differenze e applicazioni dei principali standard della bulloneria

DIN 933, 934 e 125: caratteristiche, differenze e applicazioni dei principali standard della bulloneria

Le norme DIN 933, DIN 934 e DIN 125 rappresentano tre pilastri fondamentali nel mondo della viteria e bulloneria. In questo articolo analizziamo caratteristiche, differenze e ambiti di applicazione, per comprendere come la standardizzazione garantisc...

Continua a leggere ...
CBAM e industria: oltre la compliance, verso nuove scelte di filiera

CBAM e industria: oltre la compliance, verso nuove scelte di filiera

Il CBAM sta ridisegnando il rapporto tra normativa, mercato e filiera industriale. Oltre agli aspetti tecnici, questa nuova regolamentazione pone domande strategiche su trasparenza, dati e relazioni di fornitura. Dopo aver chiarito come funziona il m...

Continua a leggere ...
Grani a cava esagonale: caratteristiche e applicazioni

Grani a cava esagonale: caratteristiche e applicazioni

Spesso invisibili, ma indispensabili: i grani a cava esagonale permettono di bloccare componenti in modo semplice ed efficace. Vediamo cosa sono, come si utilizzano e quali differenze esistono tra le varie tipologie....

Continua a leggere ...
Viti a brugola: tutto quello che c'è da sapere

Viti a brugola: tutto quello che c'è da sapere

Compatte, resistenti e precise: le viti a brugola sono fondamentali in molte applicazioni meccaniche. Una guida completa per capire tipologie, materiali, misure e differenze rispetto alle viti a testa esagonale....

Continua a leggere ...
Guida Completa alla Classificazione delle Viti Secondo ISO

Guida Completa alla Classificazione delle Viti Secondo ISO

Nel corso del tempo sono state definite delle classificazioni delle viti e nomenclature che regolano caratteristiche meccaniche e fisiche di tali elementi, sia a livello nazionale ed internazionale. Nello specifico, le principali normative per la bul...

Continua a leggere ...
Dadi autobloccanti: quali sono e come funzionano?

Dadi autobloccanti: quali sono e come funzionano?

Nelle unioni bullonate sottoposte a continue sollecitazioni, in molti casi vi è un serio rischio che il dado si allenti dalla vite. Per questo motivo sono stati studiati e progettati i dadi autobloccanti (chiamati anche auto frenanti). Si riconos...

Continua a leggere ...