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Consolidamento pareti rocciose e scarpate: materiali adatti

Consolidamento pareti rocciose e scarpate: materiali adatti


Le frane, i crolli di terreno e la presenza di ammassi instabili, sono ormai, purtroppo, fenomeni che si verificano con cadenza regolare. Ogni giorno infatti si assiste ad eventi che dimostrano quanto siano accelerati i livelli di spostamento e alterazione del terreno. Ma perché succedono? E come si possono rallentare questi fenomeni?

Quando un pezzo di roccia si stacca dall’intero ammasso o si verifica una frana, in generale, i motivi principali sono legati al dissesto idrogeologico, alla stabilità dell’appezzamento ed all’assenza di piante che fissano il terreno e ne evitano lo scivolamento. Il consolidamento di scarpate ed il consolidamento delle pareti rocciose sono le tecniche per contrastare questi eventi rischiosi e mettere in sicurezza le varie zone interessate. Il lavoro deve essere effettuato a seguito di un’attenta analisi del luogo ed un’altrettanta meticolosa scelta delle soluzioni, al fine di mitigare il distacco di coltri di terra e/o materiale detritico. Nei prossimi paragrafi andremo ad analizzare gli interventi di stabilizzazione ed i materiali adeguati da utilizzare.

Cosa si utilizza per consolidare un terreno?



Il consolidamento di terreni franosi può avvenire, sostanzialmente, in tre momenti differenti:

 

  • Frana in movimento, quando la condizione di instabilità è attuale;

  • Possibilità di frana, quando è constatato un effettivo rischio;

  • Frana avvenuta, quando il terreno si è disgregato.

 

In generale, i fenomeni riguardanti le pareti rocciose, sono definiti “micro crolli” poiché coinvolgono la superficie della roccia senza intaccare la stabilità globale dell’ammasso. In questo caso, l’intervento (definito anche rivestimento o rafforzamento corticale), prevede l’utilizzo di attrezzature come rete a doppia torsione abbinate a chiodatura, piastre e funi d’armatura. I tecnici e progettisti che decidono le modalità di intervento, possono scegliere tra due tipologie di rivestimento:

 

  • Rivestimento semplice, tecnica di accompagnamento del materiale in caduta ai piedi del pendio;

  • Rivestimento rinforzato, opera di consolidamento del pendio per evitare ulteriori movimenti e cadute di elementi e porzioni di terreno.

 

Anche la stabilizzazione delle scarpate prevede l’utilizzo di reti metalliche e chiodature, con spessori specifici e predisposte in modo da favorire un futuro rinverdimento dell’area. I rivestimenti vengono effettuati tenendo in considerazione diversi fattori come, ad esempio, l’inclinazione e la lunghezza dell’intervento, il materiale e lo spessore, tutto per rafforzare la stabilità del terreno e migliorarne le condizioni. 

In questo caso, gli interventi possono essere di due tipologie:

 

  • Attivi, caratterizzati dalla messa in opera di barre di ancoraggio che, abbinate alla rete metallica, agiscono come un tutt’uno;

  • Superficiali, caratterizzati principalmente dall’utilizzo della rete che serve a rinforzare, controllare la superficie e rinverdire.

Tiranti, golfari e chiodature



Come anticipato nel paragrafo precedente, al fine di evitare o ridurre il disgaggio di pareti rocciose o di scarpate, oltre alle reti metalliche, vengono utilizzati diversi elementi di bulloneria tra cui ricordiamo:

 

Questi elementi possono essere sottoposti a trattamenti volti ad aumentare la protezione dell’acciaio strutturale e prolungarne la durata nel tempo come, ad esempio, la zincatura elettrolitica o la zincatura a caldo.  

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