Certificazione 3.1: cos'è e in che contesti si utilizza

La certificazione 3.1, si inserisce all’interno della normativa EN 10204, che regola le diverse tipologie di documentazione da rilasciare all’acquirente.

Questo specifico certificato viene stilato dal produttore, con lo scopo di attestare la conformità del materiale, sulla base di test che vengono eseguiti direttamente sulla colata e materiale del lotto utilizzato.

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Come usare i tasselli chimici?

Il tassello chimico, chiamato anche ancorante chimico, è un prodotto molto efficace in tutte quelle situazioni dove lo stato di tenuta del supporto non permette il fissaggio del classico tassello meccanico, (per attrito o ad incastro) il cui inserimento potrebbe compromettere la tenuta del supporto a causa della pressione esercitata nel fissaggio.
Questo articolo è tra i più utilizzati nelle applicazioni di tipo strutturale e il fissaggio di carichi pesanti.

Le principali tipologie di tassello chimico che utilizzano polimeri indurenti sono a iniezione oppure contenuti in fiale.

I tasselli chimici a iniezione più diffusi e utilizzati sono le resine bi-componenti, applicate a iniezione, e sono di 3 tipologie:

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Molle a tazza: a cosa servono?

Le molle a tazza, sono un componente meccanico che fa parte della famiglia delle rondelle.

Sono facilmente riconoscibili dalla caratteristica forma tronco-conica, che conferisce al particolare elasticità e capacità di assorbire carichi elevati anche con un piccolo spazio di alloggiamento.

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Trattamento GeometⓇ: di cosa si tratta e in cosa consiste

Il trattamento GeometⓇ, è un trattamento anticorrosivo, non elettrolitico, che utilizza una soluzione acquosa brevettata.

Questo sottile strato di rivestimento protettivo (compreso tra i 5 e i 10 µm), contiene zinco ed alluminio passivati in forma lamellare, e viene applicato sui componenti per immersione o a spruzzo.

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Dadi autobloccanti: quali sono e come funzionano?

Nelle unioni bullonate sottoposte a continue sollecitazioni, in molti casi vi è un serio rischio che il dado si allenti dalla vite.
Per questo motivo sono stati studiati e progettati i dadi autobloccanti (chiamati anche auto frenanti).

Si riconoscono a primo sguardo, grazie alla caratteristica presenza nella parte superiore di uno spazio dedicato all’alloggio di un inserto, in diverse tipologie di materiale, che ha appunto il compito di impedire lo svitamento del dado.

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