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Viti a brugola: tutto quello che c'è da sapere

Viti a brugola: tutto quello che c'è da sapere


Le viti a brugola sono elementi di fissaggio molto comuni, anche se spesso vengono utilizzate senza conoscerne davvero il nome o l’origine. Si riconoscono facilmente per la loro caratteristica sede esagonale interna: invece della classica testa a croce o a taglio, presentano un foro a sei lati all’interno della testa, pensato per accogliere uno strumento specifico.

Questa tipologia di vite nasce all’inizio del Novecento, quando l’industria meccanica iniziava a richiedere sistemi di fissaggio più sicuri, compatti e precisi. Il design viene associato all’ingegnere statunitense William G. Allen, da cui deriva il nome con cui le viti a brugola sono conosciute in molti Paesi: Allen screws. Di conseguenza, anche l’utensile utilizzato per il serraggio è chiamato Allen key.

In altri contesti internazionali il nome cambia: nei paesi di lingua tedesca, ad esempio, si parla di Imbus-Schrauben, mentre la chiave prende il nome di Imbusschlüssel. Nonostante le diverse denominazioni, il principio rimane sempre lo stesso: una vite progettata per offrire un fissaggio affidabile anche in spazi ridotti.

Il serraggio avviene infatti tramite una chiave a brugola, una semplice chiave metallica con sezione esagonale che viene inserita all’interno della testa della vite. Questo sistema permette di applicare una forza uniforme e controllata, riducendo il rischio di scivolamento dell’utensile e garantendo una maggiore stabilità del collegamento.

Proprio per queste caratteristiche, le viti a brugola sono oggi ampiamente utilizzate in settori come la meccanica, l’industria, l’arredamento e persino negli oggetti di uso quotidiano, rappresentando un perfetto esempio di come una soluzione tecnica apparentemente semplice possa avere un impatto enorme sulla precisione e sull’affidabilità degli assemblaggi.

La vite a brugola in Italia



Già dagli inizi del 20° secolo, negli Stati Uniti, si era iniziato a usare viti a esagono incassato con più frequenza, ma in Italia questo tipo di vite ancora non era ben conosciuta e utilizzata. Verso la fine degli anni ’20, a Lissone (Monza), il fondatore della OEB (Officine Egidio Brugola), Egidio Brugola, ebbe l’idea di allargare e diversificare la produzione nel settore della viteria iniziando a fabbricare anche lui le viti a esagono a incasso, non ancora molto note nel Paese.

Nel 1927 ebbe inizio la produzione in serie e fin da subito il prodotto venne identificato con il nome del fabbricante che l’aveva importato, tanto che tuttora è universalmente conosciuto con il nome di “vite a brugola”.

La fiducia di Brugola in questo prodotto era tale da spingerlo a redare una norma specifica e ufficiale di standardizzazione di questa vite, che lo avrebbe portato, nel 1945, a depositarne un brevetto. L’obbiettivo era quello di creare una vite che permettesse di fissare parti meccaniche in modo semplice, applicando una forza di serraggio minore rispetto alla norma.

Entrambe queste classificazioni stabiliscono le caratteristiche dimensionali (lunghezza filetto, lunghezza non filettata, testa e corpo del bullone), le tolleranze e le proprietà meccaniche del prodotto.

Vite a testa cilindrica con cava esagonale



La vite a testa cilindrica con cava esagonale è caratterizzata da una testa cilindrica e da un incavo esagonale interno, che consente il serraggio tramite chiave a brugola. Questa conformazione la rende particolarmente indicata per applicazioni in cui lo spazio disponibile è limitato e non è possibile utilizzare chiavi o bussole tradizionali.

È una soluzione molto diffusa nell’assemblaggio di macchinari, nelle applicazioni automobilistiche e nei progetti di ingegneria meccanica, dove sono richieste precisione, compattezza e un serraggio affidabile. Queste viti sono normalmente realizzate in classi di resistenza elevate, come 8.8, 10.9 e 12.9, che le rendono adatte a sopportare carichi e sollecitazioni importanti.

Grazie alla loro elevata resistenza al taglio, vengono spesso impiegate in applicazioni gravose, dove sicurezza, stabilità e durata nel tempo sono requisiti fondamentali.

Lo standard internazionale di riferimento per questa tipologia di vite è UNI 5931 / DIN 912 / ISO 4762.

 

Vite a testa cilindrica bassa con cava esagonale



Le viti a testa cilindrica bassa con cava esagonale sono molto simili alle classiche viti a testa cilindrica, ma si distinguono per il profilo della testa più ribassato, che ne riduce l’ingombro complessivo.

Questa caratteristica le rende particolarmente adatte a tutte quelle applicazioni in cui lo spazio disponibile è limitato o non consente l’utilizzo di una testa con altezza standard. Sono spesso impiegate in applicazioni meccaniche, attrezzature, componenti compatti e assemblaggi dove è necessario mantenere superfici il più possibile libere da sporgenze.

Sono generalmente disponibili in classi di resistenza elevate, come 10.9 e 12.9, garantendo una buona capacità di carico e un serraggio affidabile, pur mantenendo un’elevata facilità di montaggio e smontaggio tramite chiave a brugola.

Gli standard internazionali di riferimento per questa tipologia di vite sono DIN 7984 e DIN 6912.

Vite a testa svasata con cava esagonale



Le viti a testa svasata con cava esagonale sono caratterizzate da una testa piana conica, progettata per inserirsi completamente in sedi svasate, permettendo alla vite di risultare a filo o al di sotto della superficie di contatto.

Proprio per questa caratteristica, sono particolarmente adatte ad applicazioni in cui è necessario mantenere l’area di lavoro pulita, liscia e priva di sporgenze, evitando interferenze con altri componenti o movimenti meccanici. Per questo motivo trovano largo impiego sia nei lavori su legno sia nei progetti di lavorazione dei metalli, oltre che in numerose applicazioni meccaniche e industriali.

Queste viti sono generalmente disponibili in classi di resistenza elevate, come 10.9 e 12.9, che garantiscono un serraggio sicuro e prestazioni affidabili anche in condizioni di carico significativo.
Lo standard internazionale di riferimento per questa tipologia di vite è DIN 7991.

Viti a testa bombata con cava esagonale



Le viti a testa bombata con cava esagonale sono utilizzate in quei contesti in cui i componenti da fissare risultano troppo sottili per essere svasati, ma si desidera comunque ottenere una superficie liscia e priva di spigoli o sporgenze marcate.

La testa bombata, leggermente arrotondata, consente infatti di ridurre l’ingombro visivo e migliorare l’aspetto complessivo dell’assemblaggio, rendendo questa tipologia di vite particolarmente indicata per applicazioni in cui l’estetica riveste un ruolo importante. È per questo motivo che viene spesso impiegata nei mobili, nei componenti a vista dei macchinari e in tutti quei progetti in cui funzionalità e design devono convivere. Queste viti sono generalmente disponibili in classi di resistenza 10.9 e 12.9, offrendo un'elevata robustezza e garantendo al tempo stesso un montaggio e uno smontaggio agevoli tramite chiave a brugola. 

Lo standard internazionale di riferimento per questa tipologia di vite è ISO 7380.

 

Viti di spallamento a testa cilindrica con cava esagonale



Le viti di spallamento a testa cilindrica con cava esagonale sono caratterizzate da un gambo liscio rettificato, posizionato immediatamente sotto la testa, con diametro maggiore rispetto alla porzione filettata sottostante. Questa particolare geometria le distingue dalle viti tradizionali e ne determina l’impiego in applicazioni di precisione.

Le viti di spallamento sono generalmente utilizzate come distanziatori di precisione o come superfici di appoggio, trovando applicazione in un’ampia varietà di contesti tecnici. Ad esempio, possono fungere da alberi o perni per elementi rotanti, assi per parti mobili, oppure guide per componenti scorrevoli, dove è fondamentale garantire un movimento fluido e controllato.

Il gambo non filettato viene lavorato con elevata precisione e con tolleranze dimensionali ristrette, rendendo queste viti particolarmente adatte ad applicazioni ad alta precisione meccanica, come stampi, attrezzature, macchinari industriali e sistemi di movimentazione.

Le viti di spallamento sono generalmente realizzate in classe di resistenza 12.9, che assicura un’elevata robustezza meccanica e un’ottima resistenza alle sollecitazioni.
Lo standard internazionale di riferimento per questa tipologia di vite è ISO 7379.

Materiali comuni per le viti a brugola



Le viti a brugola sono realizzate in diversi materiali, scelti in base all’ambiente di utilizzo e alle prestazioni richieste. Le versioni in acciaio al carbonio rappresentano la soluzione più diffusa grazie al loro ottimo equilibrio tra resistenza meccanica e convenienza economica; spesso vengono protette con rivestimenti come zincatura o ossidazione nera, che migliorano la resistenza alla corrosione. Le viti in acciaio inox sono invece ideali per applicazioni che richiedono elevata resistenza alla corrosione, come strutture esterne, impianti alimentari o dispositivi medicali. Per ambienti particolarmente aggressivi, come quelli marini o soggetti a condizioni climatiche estreme, vengono utilizzate viti in acciaio inox AISI 316, progettate per resistere alla salsedine e all’umidità, garantendo affidabilità e durata nel tempo anche nelle applicazioni più critiche.

Come leggere la misura delle viti



La misura delle viti viene generalmente espressa in millimetri ed è identificata principalmente da diametro, passo e lunghezza. Il diametro, indicato dalla lettera M seguita da un numero (ad esempio M5 o M8), rappresenta la larghezza nominale del gambo filettato. Il passo, invece, indica la distanza tra due creste consecutive della filettatura ed esprime di quanto la vite avanza a ogni giro completo.

Oltre a diametro e passo, è fondamentale considerare anche la lunghezza della vite, che viene misurata in modo diverso a seconda della tipologia di testa, e il tipo di filettatura (metrica ISO, UNC, UNF, ecc.), soprattutto in ambito internazionale. Comprendere correttamente queste indicazioni è essenziale per garantire la compatibilità, sicurezza e resistenza del fissaggio. In caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare le tabelle dimensionali di riferimento o affidarsi al supporto di un professionista.

Differenze tra vite a brugola e vite a testa esagonale



La principale differenza tra una vite a brugola e una vite a testa esagonale riguarda il tipo di impronta e il metodo di serraggio. La vite a brugola presenta una cava esagonale interna e viene serrata tramite una chiave a brugola, permettendo di lavorare anche in spazi molto ridotti e di ottenere un serraggio preciso e pulito, senza ingombri laterali. La vite a testa esagonale, invece, ha una testa esagonale esterna che richiede l’utilizzo di chiavi o bussole e necessita quindi di maggiore spazio attorno alla testa per poter essere serrata correttamente.

Dal punto di vista applicativo, le viti a brugola sono spesso preferite in assemblaggi meccanici, macchinari e applicazioni di precisione, dove compattezza ed estetica sono importanti. Le viti a testa esagonale, invece, sono più comuni in carpenteria, edilizia e strutture portanti, dove è richiesta una serrabilità rapida, una maggiore facilità di accesso e dove lo spazio non rappresenta un limite. In sintesi, entrambe svolgono la stessa funzione di fissaggio, ma vengono scelte in base allo spazio disponibile, al tipo di carico e al contesto applicativo.

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