Il tassello chimico, chiamato anche ancorante chimico, è un prodotto molto efficace in tutte quelle situazioni dove lo stato di tenuta del supporto non permette il fissaggio del classico tassello meccanico, (per attrito o ad incastro) il cui inserimento potrebbe compromettere la tenuta del supporto a causa della pressione esercitata nel fissaggio.
Questo articolo è tra i più utilizzati nelle applicazioni di tipo strutturale e il fissaggio di carichi pesanti.

Le principali tipologie di tassello chimico che utilizzano polimeri indurenti sono a iniezione oppure contenuti in fiale.

I tasselli chimici a iniezione più diffusi e utilizzati sono le resine bi-componenti, applicate a iniezione, e sono di 3 tipologie:

Tasselli per forati e resine di poliestere

Generalmente applicate sui calcestruzzo umido, per evitare l’insorgere del fenomeno di idrolisi alcalina che, nel lungo termine, potrebbe comprometterne la resistenza.
Vengono infatti utilizzate principalmente per: la posa di serramenti, lavori di termoidraulica, carpenteria leggera e applicazioni su mattoni forati.

Tasselli chimici e resine in vinilestere 

Caratterizzate da una maggiore resistenza meccanica e all’idrolisi alcalina, sono l’articolo ideale per i fissaggi ad alta resistenza per opere nei settori: edile, delle costruzioni, carpenteria pesante e opere stradali.

Tasselli chimici e resine epossidiche 

Quest’ultima categoria di prodotti ha una resistenza maggiore delle due precedenti, per contro però necessitano di tempi fino a 10 volte maggiori per l’indurimento e fissaggio.
Vengono infatti utilizzate per l’inghisaggio di ferri d’armatura e per il fissaggio in fori profondi.

 

Gli ancoranti chimici a iniezione, sono confezionati in cartucce rigide o morbide che contengono la resina di base e l’induritore che, al momento della posa in opera,  si misceleranno automaticamente in proporzioni fissate.
L’applicazione del composto avviene impiegando delle speciali pistole o erogatori per resine siliconiche.

Una volta applicato il prodotto all’interno del foro, è necessario inserire la barra di fissaggio con una leggera rotazione, prima che abbia inizio il processo di presa.
I tempi di solidificazione possono variare da un minimo di 3 minuti fino a 5-6 ore, questa variabile è influenzata dalle condizioni dell’ambiente in cui si effettua il fissaggio, in condizioni di particolare umidità del foro o dell’ambiente o, in casi estremi, in ambiente subacqueo il processo di indurimento avverrà più lentamente.
 

La versione di questo articolo in fiala, è reperibile nel mercato in involucri di vetro o di materiale morbido.
La fiala al suo interno contiene: la resina, un contenitore per l’indurente e le eventuali cariche inerti.

Una volta effettuato il foro e inserita la fiala, viene inserita la barra filettata che, frantumando l’involucro innescherà il processo di miscelazione dei due componenti e la loro distribuzione in sede di ancoraggio.

La scelta del corretto tassello chimico è di fondamentale importanza, per questo motivo è bene sapere:

  • la tipologia di materiale su cui si dovrà effettuare il fissaggio
  • la tipologia e intensità di carico che la struttura dovrà sostenere, ed infine
  • la condizioni ambientali, che influiscono sulle modalità e tempi di indurimento


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